Forse Rossella Urru, la cooperante italiana rapita mesi fa è libera.
Lo spero veramente, la notizia mi renderebbe felice, però, (forse perchè ho digerito male, chissà) mi sono ritrovato a pensare a tutti quelli (me compreso, per carità...) che su Facebook e Twitter hanno condiviso link e "lanciato appelli" per la sua liberazione.
Sono preoccupato che un buon numero di queste persone si possa sentire l'eroe del giorno, cullato dalla convinzione che Rossella sia stata liberata grazie agli appelli suisocial networks.
Se Rossella è libera è perchè qualcuno (e non intendo il goerno italiano) ha accettato di pagare un riscatto, economico o politico, e non certo perchè chi l'ha rapita ha letto gli appelli.
Sono dell'idea che i social networks siano un ottimo mezzo per tentare di influenzare la politica e la società "dal basso", perchè danno un'idea della quantità di persone che condividono una determinata posizione, ma da lì a rappresentare un vero strumento di pressione ce ne passa ancora parecchio, soprattutto per colpa di chi rifiuta di riconoscere che sono rimasti uno degli ultimi strumenti di espressione vagamente democratica, con tutti gli aspetti positivi e negativi del termine.
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