Io non ho capito perchè in Italia ognuno pensa sempre e costantemente al proprio orticello, salvo poi generalizzare una volta passata la staccionata (ed il fossato, ed il filo spinato, il campo minato ed il ponte levatoio) che lo difende.
Mi spiego: quando si tratta di tirarsi fuori da lavori, tasse e più generalmente situazioni/imposizioni scomode, l'italiano medio è campione di eccezioni: "Eh, ma il mio caso è diverso", "Giusto, però io non posso aderire" e frasi del genere sono la regola.
Poi succede che un procuratore come Giancarlo Caselli segua la procedura nei confronti di una ventina tra le migliaia di No Tav perchè pare che abbiano protestato con troppa veemenza e violenza e parte il coro di "Volete criminalizzare il movimento".
Sarà che qui siamo distanti e gli echi delle dichiarazioni arrivano attutiti, ma mi sembrava di sentir parlare il Pdl... i magistrati sono dei santi quando gli indagati sono gli altri, ma non appena avanzano l'ipotesi che una piccola parte dei dimostranti abbia avuto comportamenti violenti allora tentano di criminalizzare l'intero movimento.
Ma i No Tav non si dissociavano da ogni comportamento illegale?
Se fossi un No Tav (intendo se fossi stato a manifestare, la mia opinione personale è molto simile a quella del movimento) sarei stao io stesso a denunciare i delinquelti, e sarei felice che gli impedissero di rovinare altre manifestazioni...
...ma forse io sono un italiano atipico, e forse è proprio per questo che me ne sono andato...
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